LA CROISIÈRE NOIRE (LA CROCIERA NERA)

20.000 km attraverso il continente africano, negli anni 20 del 900, di 17 spericolati su otto semicingolati Citroën

fotografie dall’Archivio Barnum
testo da Wikipedia


La Croisière Noire (la Crociera Nera) fu una spedizione automobilistica che attraversò il continente africano, da nord a sud, tra il 28 ottobre 1924 e il 26 giugno 1925. Nota anche come “Citroën Centre Africa Expedition” o “Seconda missione Haardt Audouin-Dubreuil”, fu concepita da André Citroën per pubblicizzare il suo marchio e per aprire un regolare percorso lungo il continente africano. Oltre al semplice aspetto di propaganda, fu anche una missione di portata politica, culturale e scientifica. La Croisière consentì a 8 semicingolati, equipaggiati con il sistema di propulsione Kégresse-Hinstin con battistrada in gomma, di percorrere 20.000 km attraverso l’Africa. La missione, composta da 17 membri, era guidata da Georges-Marie Haardt con Louis Audouin-Dubreuil come vice. Per la parte cinematografica erano presenti Léon Poirier, regista e Georges Specht, operatore. C’erano anche Eugène Bergognier, ex professore alla scuola di medicina dell’Africa occidentale, Charles Brull esperto di mineralogia e geologia e il pittore Alexandre Iacovleff. I partecipanti alla spedizione mostrarono molta fantasia. Ogni automobile infatti ebbe un soprannome: lo Scarabeo d’Oro per quella di G.-M. Haardt e la Mezzaluna d’Argento per quella di L. Audouin-Dubreuil sono i più noti. Non erano nomi privi di significato. Gli emblemi erano dipinti sui lati delle auto e sui rimorchi per evitare errori di ricognizione. Le otto auto furono divise in due gruppi. Il primo gruppo riuniva lo Scarabeo d’oro, che trasportava mappe, armi e documenti, L’Elefante nella Torre, che aveva a bordo l’archivio e il tesoro, e il Sole in Movimento oltre a La chiocciola Alata erano le due macchine con gli operatori cinematografici. Il secondo gruppo riuniva la Mezzaluna d’Argento, guidata dal capo meccanico Maurice Penand, la Colombe che trasportava attrezzature e rifornimenti medici, il Centaur e infine il Pegasus,  con i pezzi di ricambio. Lasciando Colomb-Bechar il 28 ottobre 1924, Georges-Marie Haardt ei suoi compagni attraversarono l’Algeria, il Niger, il Ciad, l’Oubangui-Chari e il Congo belga. Aprire un percorso per veicoli a motore in questo continente non era compito dei più semplici, dato che bisogna attraversare  deserti,  savane, paludi, il cui percorso non era stato mai mappato. Tuttavia, i mezzi Citroën si comportarono benissimo, a tutto vantaggio della reputazione del marchio. I partecipanti alla spedizione non tornarono fino all’autunno del 1925 a Parigi, dove furono accolti trionfalmente dalla cittadinanza. Diverse mostre, in particolare al Museo del Louvre, furono organizzate per mostrare i segreti degli autocarri, così come i tanti oggetti riportati dalla spedizione. Anche da un punto di vista scientifico, la Croisière  fu un successo. Furono disegnate 300 tavole botaniche, compilati 15 libri di schizzi e raccolti campioni di oltre 300 mammiferi, 800 uccelli e 1.500 insetti, la maggior parte dei quali mai inventariati prima. La spedizione si pose anche un obiettivo di documentazione fotografico ed etnografico che fu sostenuto dalla Società Geografica Francese. Quest’ultima spiegò che “il compito più urgente che ora spetta a tutti i viaggiatori, è di rilevare con tutti i mezzi possibili, in particolare con la fotografia e il cinema, i tipi antropologici e le loro maniere”. Vennero impressionati 27 chilometri di pellicola e scattate 6.000 fotografie, e spesso si preferì la messa in scena delle relazioni all’aspetto scientifico. È grazie a questi file che Léon Poirier potè realizzare il film muto della spedizione, della durata di 70 minuti, uscito il 2 marzo 1926. Spesso descritto come segue: ” il film consente ai viaggiatori immaginari di scoprire le bellezze dell’Impero francese”. 


 

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